IL CLUB

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Sono passati quasi 4 anni da quell’estate del 2003 quando nacque e crebbe un’idea: l’Astro Tuning Club. 10 ragazzi ed i loro amici, auto uniche specchio di personalità uniche, un paesino di 800 persone nella campagna marchigiana, una passione che ci aveva animati fin dalla più tenera età, un paio di sogni da realizzare, le stelle nel cielo, la freschezza e la spensieratezza dei 20 anni, l’ingenua inconsapevolezza di poter fare grandi cose… sono alcuni ingredienti che hanno dato vita all’Astro Tuning Club, questo strano gruppo di amici che dopo 4 anni è diventato una strana grande famiglia, un crogiuolo unico di ricordi ed esperienze, una trama fitta di avventure indimenticabili, di amicizie vitali e di voglia di vivere…
La voglia di mettermi a scrivere di quei ricordi è troppo grande, ma credo che più che imprimerle sullo schermo del vostro computer, quelle emozioni vadano vissute e rivissute, ricordando, raccontando, ridendo e perché no, anche piangendo, davanti ad un buon bicchiere di vino consumato con gli amici di sempre e con gli amici di ora in una di quelle indimenticabili cene che sempre tanto ci hanno allietato ed accompagnato in questi anni…
Qualcuno, i più tra coloro che non ci conoscono, non capiranno e si chiederanno cosa c’entri tutto questo con il tuning… perché non si parla di alettoni spaziali, di colori sfavillanti, di rumori minacciosi e dell’ultimo accessorio di grido…? Perché questo linguaggio floscio e non un parafrasare di iperboli e magnifiche descrizioni di coppe conquistate e contest stravinti? Semplice: questo modo di interpretare la passione per l’auto (perché di passione per l’auto si tratta e non di mero esibizionismo tuningoide) non ci è mai appartenuto!
Quando abbiamo iniziato questa avventura ci sembrava di essere arrivati un po’ in ritardo… ci dicevamo “se avessimo aperto prima, se fossimo stati i primi…” ma non era ritardo quello! Col senno di poi posso dire che il percorso che ci ha portati all’Astro, nel bene e nel male, poteva essere soltanto quello che abbiamo percorso! Ci voleva il periodo del casino, ci voleva la smania di fare di più e al tempo stesso la sensazione di star già facendo qualcosa, ci voleva la voglia di creare qualcosa senza apparentemente riuscirci, ci voleva lo stare a guardare al bordo di ciò che accadeva… Ora col senno di poi la sensazione più forte non è solo quella che abbiamo scelto i tempi giusti, ma che l’Astro in fondo sia sempre esistito e sempre esisterà, anche quando chi l’ha fondato potrà al massimo presiedere un club di auto d’epoca… forte è il filo che ci lega al passato, forte la tensione verso il futuro, anche se molto di quanto stiamo vivendo ora non ci piace!
Il tuning è cresciuto a dismisura, e se questo potrebbe sembrare un bene (ed ovviamente lo è…) c’è il rovescio della medaglia… come tutte le cose che crescono troppo in fretta, aumentando di dimensione si deformano e snaturano il loro carattere iniziale… avete presente i palloncini con i disegni sopra? Gonfiandoli troppo il disegno si deforma diventando goffo e disarmonico…
E’ un po’ quello che è successo e sta succedendo al tuning… basta guardare alcune delle ultime cosiddette auto da esposizione: tutto sembrano tranne che auto, tutto fanno tranne quello per cui sono state progettate: trasmettere emozioni dinamiche… l’auto è prima di tutto piacere di guida, poi piacere per chi la vive e poi piacere per gli occhi… ora è pieno di queste bomboniere, di queste estremizzazioni che snaturano il carattere dell’auto e si allontanano dalla concezione dell’italica passione per l’auto!
Ma stiamo divagando un po’ troppo dal focus di questo articolo… Perché l’astro dopo 3 anni si ferma a riflettere! Uno dei motivi è proprio quello di cui abbiamo appena dissertato: per chi come noi da bambini modificava i modellini non perché faceva tuning ma perché era bello, per chi la parola tuning l’aveva vista scritta solo sulle radio, per chi comprava la macchina per andarci in giro e non per caricarci le coppe, per chi non sapeva dove trovare i pezzi per la propria auto e si arrangiava, diventa un po’ difficile capire le cose come stanno oggi, con quest’orda barbarica di auto finte portate a spasso da proprietari nervosi e tirati alla ricerca dell’ultima coppa da esporre al prossimo raduno davanti al muso deforme di quella che più che una macchina sembra una pala gommata… Insomma si è perso lo spirito originario di questa passione, “de lo kittà” perché mi piace e non posso farne a meno, ed è difficile trovare gli stimoli giusti, oltretutto quando si è sovraesposti, bombardati da flash tuning: raduni su raduni, giornali su giornali, eventi su eventi… si è persa quella tensione verso la novità, quell’eccezionalità del raduno, quello stupore di fronte alla propria ed all’altrui realizzazione...
E questo è quanto… diretta conseguenza di tutto ciò è stato l’aumento esponenziale delle pressioni a cui siamo stati sottoposti… e non parlo tanto delle incombenze fiscali, o della gestione materiali o della gestione degli iscritti… questo sarebbe stato il meno, ma di mese in mese sono aumentati i raduni e gli pseudo tali e se all’inizio cercavamo di essere ovunque, alla fine questo è diventato impossibile, insostenibile ed insopportabile: pensate alla situazione di sentirsi invitare a 3 raduni in una stessa data, a pochi km di distanza da 3 enti che pretendono in virtù di non so quali convenzioni che l’Astro Tuning Club porti ai loro raduni 50-100 macchine come minimo… e pensate che questo si ripete con una certa regolarità e pensate a quanto si trovano ad essere vincolati i membri dello staff se veramente si dovesse essere presenti a tutti gli eventi organizzati, non dico in Italia, ma tra Marche ed Abruzzo: non ci sarebbe spazio per altro che non fosse l’organizzare trasferte presenziare raduni sempre+ugualisempre+sbagliati... C’è una vita oltre il tuning… e lo dice oltretutto uno che ha fatto della passione per l’auto la sua vita!
Insomma questi sono motivi più che ovvi per imporre un freno al settore, per intavolare una critica costruttiva e far capire che se l’Astro non muove più 50 macchine a botta non è solo colpa dell’Astro, ma di questa corsa a “fare raduni a fare club a fare eventi tuning eccezionali”, perdendo di vista il fatto che il raduno è un’occasione per ritrovarsi e confrontarsi… non per vincere coppe o fare guadagni facili!
Negli ultimi anni sull’onda di questa travolgente crescita, si sono affacciati sul settore dal lato economico, numerosi ed a volte improbabili soggetti, che si sono spacciati per appassionati e che spesso tali non sono… Ed anche loro si sono messi ad organizzare raduni, ed anche loro si sono messi e fondare club ma soprattutto loro si sono messi alla ricerca del profitto! Avere a che fare con certi soggetti, oltre che dover affrontare le richieste sempre più incombenti di soggetti economici con i quali il club deve necessariamente relazionarsi per poter condurre la propria attività (magari fosse vero che “ce se rricchisce co sse associazioni…”), è diventato sempre più difficile e snervante… Non pretendavamo certo pacche sulle spalle e gratificazioni di sorta, ma dover affrontare con tutti (o quasi…) quelli che dovrebbero essere nostri collaboratori infinite querelle per questioni che non meriterebbero a nostro parere di dar vita a discussioni di alcun genere, è francamente massacrante…
In questi 4 anni inoltre sono cambiate le vite di chi ha dato vita a questo progetto… non in negativo, ma si sono evolute in una direzione diversa e spesso imprevedibile rispetto a quel 4 settembre 2003… Tutto può però essere inserito in quel normale processo evolutivo e di maturazione che contraddistingue normalmente la nostra età… cambiano gli obiettivi, cambiano le priorità, spesso cambiano i luoghi… ed è necessario fare delle scelte, soprattutto in questi che sono momenti decisivi nel creare la vita futura di una persona! Parliamo di lavoro, famiglia, responsabilità, che non devono essere viste come cose negative solo perché allontanano spesso da quella che era stata la propria vita sino a quel momento… anzi sono delle nuove sfide nella vita di ciascuno!
Un insieme di fattori questo che ci ha condotti alla necessità di fermarci e riflettere… cosa fare, è stata la domanda che ci ha assillati in questa densa estate 2006, in bilico tra un passato bellissimo, indimenticabile ed unico, un presente complesso ed un futuro tutto da scrivere… E la differenza rispetto a 3 anni era che l’Astro era entrato nelle nostre vite e ci aveva cambiati tutti: la bontà e la bellezza di questo progetto è per noi punto fermo ed indiscutibile… l’impossibilità di perseguire oggi questo progetto nei modi e nelle forme che noi abbiamo imposto sino ad ora è un altro pur complesso punto fermo! La volontà di non snaturare un progetto per evitare di allontanarlo dai suoi principi costituenti deve animare sempre chi fa e farà parte di questo club… A questo punto il bivio era segnato e la strada giusta difficile da scegliere: forte la tentazione di chiudere tutto in uno scrigno e di conservare per sempre un ricordo bellissimo di quanto fatto… ma far questo sarebbe significato mettere da parte qualcosa che fa parte di noi… e ce ne siamo accorti nel momento in cui questa era stata la decisione presa

 

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